Storia Anolf –Cisl

TESTIMONIANZE - 1

 

 

Intervista con

OBERDAN CIUCCI

 

LA TUA BIOGRAFIA

Ciucci Oberdan nato a Colleferro (Roma) il 13 marzo 1946, coniugato con Marianetti Naide, padre di tre figli: Andrea, Silvia e Carlo.

Aderisce alla CISL nel 1963 all’età di 17 anni e, dopo cinque anni, nella fabbrica Autovox di Roma di cui è dipendente come tecnico, si presenta nelle liste di commissione interna risultando primo eletto.

Dopo varie esperienze formative e di militanza sindacale nel 1969 viene eletto nel Direttivo provinciale della FIM di Roma.

Nel 1971, dopo aver partecipato al corso della scuola CISL di Firenze, viene chiamato da Paolo Sartori, segretario Generale della FISBA, alla reggenza della Federazione di Latina.

Nel 1972FY">Intervista con

OBERDAN CIUCCI

 

LA TUA BIOGRAFIA

Ciucci Oberdan nato a Colleferro (Roma) il 13 marzo 1946, coniugato con Marianetti Naide, padre di tre figli: Andrea, Silvia e Carlo.

Aderisce alla CISL nel 1963 all’età di 17 anni e, dopo cinque anni, nella fabbrica Autovsabile dell’Industria.

Dal 1981 al 1989 è stato Segretario Generale della UST-CISL di Latina, incarico lasciato volontariamente con sei mesi di anticipo, per il noto meccanismo statutario dei due mandati.

A novembre del 1989 veniva eletto Presidente del Comitato regionale dell’INAS del Lazio, incarico ricoperto per un breve periodo in quanto chiamato dalla CISL nazionale a valorizzare l’esperienza maturata nell’ambito della tutela e della valorizzazione delle differenze culturali dei lavoratori immigrati. E’ così che nel dicembre del 1989 Ciucci fonda, con un gruppo di amici italiani e stranieri, l’Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere (ANOLF), di cui è chiamato ad assumere l’incarico di Copresidente nazionale che a tutt’oggi detiene.

Nell’ultimo Congresso nazionale della CISL Confederale del 1998 è stato eletto nel Consiglio Generale Confederale ed è entrato a far parte del Comitato Esecutivo.

Nella ricca esperienza sui temi migratori, nel 1999, il Segretario Generale Sergio D’Antoni gli affida l’incarico, a tutt’oggi detenuto, di Responsabile nazionale del Dipartimento Politiche Migratorie (Immigrazione-Emigrazione), incarico che lo porta a rappresentare la CISL negli organismi nazionali e internazionali.

 

 

RACCONTACI UN EPISODIO DI VITA SINDACALE DA TE VISSUTO, A LIVELLO DI SOLIDARIETA’ UMANA

Nel 1997 il Segretario Generale del sindacato senegalese CNTS mi segnalò il caso umano di una piccola senegalese di 7 anni Maimouna Konatè, colpita da linfangioma cistico cervico-facciale che le stava deformando la parte sinistra del viso con un rigonfiamento della lingua che le impediva di deglutire ogni cibo solido.

La bambina, figlia di persone poverissime e facente parte di una famiglia di 15 persone, non poteva permettersi il lusso di provare a curarsi in ospedali altamente specializzati e l’unica prospettiva era quella di una morte atroce e lunga.

Grazie alla solidarietà della CISL, dell’ANOLF, dei dirigenti dell’ospedale Bambin Gesù e del chirurgo che la operò, Prof. Cannoferruccio De Stefano, e grazie all’intervento del governo italiano che con Decreto 11.3.979 autorizzò la spesa ospedaliera, la bambina entrò in Italia per affrontare il delicatissimo intervento chirurgico, che ebbe poi esito positivo.

La convalescenza e la sua permanenza in Italia durò oltre 4 mesi.

Molte famiglie italiane l’assistettero con grande amore.

Partecipò alla colonia estiva promossa dall’ANOLF di Latina, frequentò la scuola elementare delle Suore del Sacro Cuore a Latina.

Abitò per molto tempo nella mia casa, costruendo un rapporto affettivo con tutta la famiglia.

I miei figli (giovani ragazzi) la definirono la nostra piccola sorellina.

Maimouna ritornò in Senegal lasciando a tutti un grande ricordo di vero amore.

Questo è quello che si riceve dando solidarietà!

Ogni tanto nelle mie visite di lavoro in Senegal la incontro, le porto le medicine che ancora gli amici italiani mi procurano per la sua cura.

 

 

 

 

RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA DI MILITANZA E DI DIRIGENZA SINDACALE NELL’ANOLF E NELLA CISL

L’esperienza di militante convinto della CISL ha portato Oberdan Ciucci ad una sensibilità verso i più oppressi, i più emarginati, sfruttati e bisognevoli di solidarietà.

Negli anni ’80 in Italia, sull’onda del cambiamento dell’economia che portava alla fine dell’emigrazione italiana ed all’avvio del fenomeno dell’immigrazione, si cominciava ad avere un flusso di nuovi immigrati che trovavano impiego nei cosiddetti lavori umili (colf, ristorazione, agricoltura, edilizia) spesso in condizioni di sfruttamento lavorativo e di scarsa tutela sindacale.

Alla fine degli anni ’80 gli immigrati rappresentavano una presenza radicata in tutto il territorio nazionale. A Latina, per le caratteristiche socio-economiche, gli immigrati divenivano una forza lavoro indispensabile nei settori dell’agricoltura e del turismo.

Proprio la responsabilità di Segretario Generale UST-CISL ha portato ad affrontare le questioni più pressanti riguardanti gli immigrati: le regolarizzazioni dei circa 5000 presenti nella provincia di Latina, i problemi alloggiativi, la regolarizzazione del rapporto di lavoro.

Fu, così, che gli immigrati poterono beneficiare delle soluzioni concordate con la Questura, gli imprenditori ed alcuni Comuni.

Da ciò forte fu il proselitismo degli immigrati nella CISL , che apprezzarono la convinzione e l’energia con le quali ci si batteva contro una legislazione carente, la scarsa preparazione e sensibilità delle istituzioni, i tentativi di sfruttare soggetti deboli e ricattabili da parte del padronato.

Il 22/12/1989 un gruppo di dirigenti della CISL del Lazio e di Latina, unitamente a 19 immigrati presenti a Latina che si erano distinti nella lotta allo sfruttamento e per il riconoscimento dei diritti civili, costituivano, con atto notarile, un’Associazione a carattere nazionale con l’obiettivo di aggregare gli immigrati a prescindere dalla nazionalità, dalla fede religiosa, dal credo politico. In detta occasione Ciucci venne eletto Copresidente nazionale unitamente ad un cittadino tunisino.

Oggi la presenza di oltre 44000 soci immigrati e 300 italiani consentono una verifica della lunga strada percorsa dall’Associazione e della felice intuizione di mettere insieme italiani volontari e immigrati per essere promotori di integrazione e diritti di cittadinanza.

A gennaio del 1990 il Segretario Generale Franco Marini propone a Ciucci, che accettò, di collaborare nella sede di via Po’ ad un progetto riguardante le problematiche dei nuovi lavoratori immigrati

In quel periodo nella CISL molti ritenevano il fenomeno immigratorio un episodio temporaneo o, comunque, legato a passaggi per destinazione in altri paesi europei.

Il tempo, invece, ha dato ragione a coloro che affermavano che il cambiamento nell’economia portava sempre più a incrementare una presenza stabile di immigrati.

Occorreva impegnarsi fortemente, perciò, per ottenere una legislazione sui diritti e doveri degli immigrati, nonchè iniziative istituzionali e sociali per accelerare il processo di integrazione, respingendo sia i tentativi di emarginazione che quelli meno espliciti, ma altrettanto presenti, di assimilazione degli immigrati.

Su questa tematica c’è stato un impegno costante per un dibattito dentro la CISL.

Da ciò tantissime iniziative organizzative e politiche, e gli stessi Congressi e assemblee organizzative hanno approvato documenti che richiamavano espressamente la parità di diritti e doveri con gli italiani e le modalità per essere protagonisti nella CISL, sullo stesso piano degli altri lavoratori.

Nel contesto su descritto ampio è stato il dibattito sull’utilità dell’ANOLF e sulla necessità della sua presenza in tutte le province italiane.

Nel primo anno (1990) si costituirono 8 sezioni provinciali, negli anni seguenti il processo è andato avanti fino a raggiungere, ad oggi, 99 sezioni territoriali e 19 regionali.

Tantissime sono state le iniziative promosse dall’ANOLF: dai corsi di formazione alla tutela degli studenti stranieri universitari, all’assistenza nel disbrigo delle pratiche con le varie istituzioni, alle iniziative contro l’intolleranza, il razzismo e la xenofobia, al supporto dato al governo nella battaglia politica per migliorare la legislazione.

Grazie alla credibilità acquisita in un lavoro costante nella difesa degli immigrati e per un loro protagonismo, il ruolo dell’ANOLF si è andato radicando in modo sempre più marcato per una crescita armoniosa e più ricca della società italiana.

Così come l’iniziativa dell’ANOLF ha contribuito a realizzare accordi di collaborazione con i paesi di provenienza degli immigrati e a migliorare la relativa normativa.

L’attività svolta ha portato l’ANOLF ad essere presente nelle Consulte nazionali (ministeriale e CNEL), regionali e provinciali ed anche a partecipare alla costituzione del Forum Terzo Settore , al rafforzamento della Conferenza delle Associazioni di volontariato, ad essere inserita come socio nel Consiglio Italiano del Movimento Europeo, nonché a partecipare a progetti di studio e di intervento europei sull’immigrazione.

Il decennale, nel dicembre del 1999, ha rappresentato un momento di riflessione su quanto fatto (che ha trovato riscontro negli atti e nei documenti raccolti) e sui programmi futuri.

L ‘ANOLF si e’ manifestata nel tempo un’ottima scelta per rendere più ricca e consapevole sia la società italiana che la stessa CISL.

 

 

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Intervista con

LILIANA OCMIN ALVAREZ

1-Sono nata in Perù il lontano 30 giugno 1972 da sempre ho pensato di studiare Giurisprudenza, perché ci credo alla difesa dei diritti dei più deboli, già da allora avevo notato una gran differenza tra i poveri ed i ricchi, tra cultura ed analfabetismo, forse perché sono nata in un paese di 350 abitanti nell’Altipiano del Perù a 3 200 metri sul livello del mare, nei confini con Bolivia zona tra le più povere del mio paese. Per lavoro i miei genitori si trovavano in quel bellissimo posto dove sono rimasta fino a i 6 anni per trasferirmi dopo a Lima, la capitale . E’ così il mio cuore è stato da sempre diviso in due ed ho imparato a convivere con la nostalgia del vivere lontano dalla mia terra. A Lima ho finito i miei studi e quando avevo 16 anni ho vinto il concorso per l’ammissione all’Università "San Martin de Porres" nella facoltà di Giurisprudenza dove ho studiato Diritto. Finalmente stavo facendo quello che tanto volevo da piccola: imparare i doveri ed i diritti in un paese - il mio - che era uno Stato di diritto è dove la libertà e l’uguaglianza degli individui veniva rispettata e garantita nella diversità ideologica, di pelle e di razza. Questo nella lettera, però nella realtà non avveniva, dato che le diversità erano così palesi. La crisi politica degli anni novanta nel mio amato paese mi faceva pensare che forse non era lì dove avrei potuto realizzare i miei sogni. Fu così che iniziai a sentire dai primi anni dell’Università parlare di Roma, del Diritto Romano, di Giustiniano come Padre del Diritto Civile. E devo dire che è da allora che alimentavo un filigh con l’Italia.

Dopo , per circostanze della vita, sono arrivata in Italia, nel 1993, per studiare ovviamente Giurisprudenza. Con i miei scarsi venti anni ero molto attratta da Roma che avevo conosciuto attraverso gli studi e per i racconti delle mie sorelle che si trovavano già qui. Dopo quasi un anno ancora non riuscivo ad iniziare l’Università per il farraginoso iter burocratico e per tutte le difficoltà alle quali un immigrato deve fare fronte al momento di scegliere di risiedere in un paese che non è il suo. Fu allora che pensai ad un organismo che tutelasse gli studenti stranieri e gli immigrati in generale e che, purtroppo, allora non esisteva.

Questo mio desiderio di poter trovare un modo per contribuire ad una causa nobile, come la tutela degli immigrati, mi portò a fare diverse attività di volontariato nel sociale fino alla metà del 1995. In quell’anno infatti, ebbi la fortuna di conoscere l’ANOLF partecipando alla sua assemblea nazionale. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. L’emozione che provai nel sentirmi identificata con un’associazione come l’ANOLF, che nata nel 1989 nel seno della CISL, cominciava a raccogliere frutti dopo alcuni anni d’impegno. Fu così che come cominciò il mio connubio con l’ANOLF. D’allora non ci siamo più separati.

2-L’ANOLF rappresenta per me la seconda famiglia. Quì ho trovato dei dirigenti italiani e stranieri impegnati nella lotta contro il razzismo, la xenofobia ed ogni forma di esclusione, partendo dai principi statutari di uguaglianza e di fratellanza. Oggi sono convinta che nel presente, che a volte ci appare così difficile, possono essere messe le basi per un futuro migliore, che vede uomini e donne chiamati ad assumersi responsabilità per la costruzione di una società multietnica nel rispetto della dignità umana.

Nel 1996 nacque, assieme ad un gruppo di studenti iscritti all’ANOLF, la Sezione Studenti Stranieri nell’Università La Sapienza di Roma di cui ho la responsabilità. Abbiamo fatto tante iniziative, come la partecipazione alle elezioni universitarie per i consigli maggiori e per i consigli di facoltà, ove fu eletto un nostro delegato nella facoltà di medicina. Da allora ci occupiamo dell’informazione, della tutela degli studenti stranieri, anche nei confronti delle autorità universitarie, dell’ADISU (azienda di tutela dei diritti degli studenti universitari), degli Assessori della Regione per l’assegnazione dei posti d’alloggio e per le borse di studio. Anche oggi -che ho finito gli esami dell’università- il nostro impegno continuerà, anche se la situazione è migliorata dopo l’ultima legge sull’immigrazione che ha sancito la parità di trattamento tra gli studenti stranieri ed italiani. Abbiamo un sito Internet dove si possono ricavare tutte le informazioni (dall’iscrizione universitaria fino ai corsi di specializzazione).

Nello stesso anno 1996 sono stata eletta Responsabile nazionale del Coordinamento Donne Immigrate della CISL. Avrei tanto da dire come rappresentante sindacale donna, però mi limiterò a parlarvi delle mie speranze ed aspettative come donna immigrata: sono fiduciosa che oggi le donne straniere siano consapevoli che i tempi sono cambiati e che ogni cambiamento e dovuto senz’altro al lavoro arduo di tutte quelle donne che hanno smesso di piangersi addosso e con coraggio e dignità lavorano per la costruzione di un futuro migliore per noi e per i nostri figli. Ed in questo uno strumento di forza sarà la formazione professionale, che consente di mettere sempre più il futuro nelle nostre mani.

3-Nel 1997 sono stata impegnata in una missione, per iniziativa dell’ANOLF, in Perù con lo scopo di sensibilizzazione della presenza dei 40.000 peruviani in Italia. Il risultato di essa è andato al di là delle nostre aspettative e così l’ANOLF e la CISL hanno sottoscritto un accordo di cooperazione con i sindacati peruviani (CGTP - CUT-PERU’) e con una ONG che opera in territorio peruviano (PLADES). I rapporti a tutt’oggi si mantengono tanto che siamo stati ospitati questo anno al Congresso Organizzativo della CUT- PERU ed in questa occasione si sono scambiati diverse aspettative e siamo in attesa di concretizzare altri progetti di cooperazione con il Perù.

Potrei continuare a scrivere ancora per tanto; questi anni trascorsi nel mio idillio con l’ANOLF e la CISL hanno dato vita col tempo ad un rapporto maturo e consolidato.

Liliana Ocmin Alvarez è:

Responsabile Naz. Coordinamento Donne Immigrate e

Responsabile Naz. Coordinamento Studenti Stranieri